La seta a Orgosolo

Il processo della produzione della seta è sicuramente una delle espressioni più alte dell’artigianato di Orgosolo, sicuramente quella più singolare e affascinante. Purtroppo quella che un tempo era una attività comune a molte donne, finalizzata principalmente a realizzare ” Su Lionzu” il copricapo del caratteristico costume femminile orgolese, è oggi appannaggio solo di qualche famiglia. Fra le giovani è rimasta solo una artigiana, Maria Corda, in grado di eseguire l’intero processo e conservare una tradizione vecchia di secoli e che va dall’allevamneto del baco alla tessitura dei costumi. L’associazione ” Lioness Club” di Cagliari ha insignito Maria Corda del Premio Donna Sarda, nel 2009, a riconoscimento del suo prezioso lavoro che trova motivazione più nell’attacamento alla traddizione e all’identità che a convenienze economiche.

Su Lionzu

La seta prodotta, come detto, viene utilizzata per realizzare “Su Lionzu” costituita da una benda di 1 metro e 1/2, larga 33 cm. La trama- come ama ripetere Maria Corda nel suo laboratorio “Tramas de seda” aperto alle scolaresche e ai turisti, nel centro del paese è colorata con lo zafferano, mentre l’ordito assume il colore naturale della seta orgolese”. Vengono utillizzati centinaia di bozzoli per comporre i fili di seta che costituiscono il filato da cui , con pazienza certosina e perizia soprafina, si produrrà ” Su Lionzu “.

Il filo di seta che impreziosisce le nostre bottiglie sono un prodotto del fine artigianato di Orgosolo, figlio di un tradizione pluricentenaria al pari della coltivazione del Cannonau.

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